La storia

Il titolo di Sibilla Cumana era detenuto dalla somma sacerdotessa dell’oracolo di Apollo (divinità solare ellenica) e di Ecate (antica dea lunare) pre-ellenica.

La Leggenda narra:

Apollo innamorato di lei le offrì qualsiasi cosa purché diventasse la sua sacerdotessa, ed ella gli chiese l’immortalità, ma si dimenticò di chiedere la giovinezza, quindi invecchiò sempre di più, finché il corpo divenne piccolo e consumato come quello di una cicala.

Decisero così di metterla in una gabbietta nel tempio di Apollo, finché il corpo non scomparve e ne rimase solo la voce. La sibilla svolgeva la sua attività oracolare nei pressi del Lago d’Averno (Campi Flegrei), in una caverna conosciuta come “L’Antro della Sibilla” dove la sacerdotessa, ispirata dalla divinità, trascriveva i suoi vaticini su foglie di palma le quali mischiate dai venti provenienti dalle cento aperture dell’antro erano resi “sibillini”.

Ed è proprio da qui che parte la nostra cucina, da questi luoghi magici, i campi flegrei, ricchi di storia e di sapori antichi che speriamo saper saggiamente rivisitare e proporvi per farvi scoprire che “la storia prende gusto”

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